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SIP ALG: dovrei disattivarlo?

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VoIP Gateways: a cosa servono?

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Centralino telefonico con risponditore automatico: come funziona?

Il centralino telefonico con risponditore automatico incorpora risponditori automatici, elementi cruciali tanto nei centralini telefonici più datati, basati su impianti analogici o digitali, quanto in quelli moderni. Questa funzione è da sempre molto apprezzata, spesso risultando una motivazione chiave nella progettazione di un sistema telefonico.

Un risponditore automatico consente di ottimizzare il flusso delle chiamate, indirizzandole agli operatori appropriati attraverso il call routing. Approfondiamo ora il concetto di centralino telefonico con risponditore automatico, esaminando alcuni esempi pratici di come possa potenziare l’efficienza della telefonia aziendale.

Che cos’è un risponditore automatico?

Il risponditore automatico, noto come IVR, è una funzione essenziale integrata in tutti i moderni centralini telefonici VoIP.

Quando una chiamata entra nel sistema telefonico, il risponditore automatico si attiva per offrire diverse opzioni per contattare gli operatori desiderati.

Una volta che l’utente ha fatto la sua selezione, il centralino telefonico instrada la chiamata alla destinazione desiderata. Le destinazioni più comuni includono:

  • Code di chiamate (call queues)
  • Gruppi di chiamata (ring groups)
  • Annunci
  • Caselle vocali (voicemails)

Nei paragrafi successivi, esamineremo più approfonditamente queste quattro tipologie di destinazioni.

Messaggio centralino telefonico con risponditore: come si gestisce?

Il messaggio di benvenuto sul centralino telefonico con risponditore automatico è il primo contatto che i clienti hanno con la nostra azienda. È fondamentale che sia professionale, di alta qualità e facilmente sostituibile. Abbiamo implementato un processo rapido e intuitivo per garantire che sia sempre aggiornato e rispecchi al meglio l’immagine e i valori della nostra azienda.

Nei nostri centralini VoIP, i messaggi del risponditore possono essere:

  • Registrati da un operatore e caricati tramite registrazione diretta da telefono o interfaccia grafica.
  • Registrati da uno speaker professionista e caricati dai nostri tecnici.
  • Generati al volo tramite TTS (text to speech) con motore AWS Polly neurale, garantendo messaggi di alta qualità personalizzati in base alla lingua, prompt impostati e variabili come il riconoscimento del chiamante o il numero d’ordine, simile a quello utilizzato da Alexa.

Cosa sono le code di chiamata?

Le code di chiamata, o call queues in inglese, sono una funzionalità essenziale dei sistemi telefonici, che permette di gestire un elevato numero di chiamate anche quando il numero di operatori disponibili è limitato, anche solo uno. Quando tutte le linee sono occupate, le chiamate in arrivo vengono messe in coda, consentendo agli utenti di restare in linea in attesa di essere serviti. Questo processo è spesso integrato con un risponditore telefonico automatico, che fornisce agli utenti in attesa informazioni utili o musica di sottofondo mentre attendono il loro turno. Le code di chiamata sono strumenti fondamentali per ottimizzare la gestione delle chiamate in ambienti aziendali, garantendo un servizio efficiente e una migliore esperienza clienti.

Cosa sono i gruppi di chiamata?

I gruppi di chiamata, o ring groups in inglese, differiscono dalle code di chiamata (call queues) per il modo in cui gestiscono e distribuiscono le chiamate in entrata. Mentre le code di chiamata mettono in attesa le chiamate in arrivo quando tutti gli operatori sono occupati, i gruppi di chiamata instradano la chiamata contemporaneamente a più interni. Quando una chiamata arriva a un gruppo di chiamata, tutti i telefoni associati al gruppo iniziano a squillare simultaneamente, a scalare o con molte altre modalità. Il primo telefono a essere risposto gestirà la chiamata, permettendo agli altri di interrompere il processo di squillo.

Questi gruppi di chiamata sono spesso utilizzati per distribuire le chiamate tra i membri del team in modo efficiente, garantendo una maggiore disponibilità per rispondere alle chiamate degli utenti. Possono anche essere integrati con un risponditore telefonico automatico per fornire una maggiore flessibilità e un’esperienza utente ottimale.

Cosa sono gli annunci?

Gli annunci in un centralino VoIP sono registrazioni audio predefinite o personalizzate che vengono riprodotte agli utenti chiamanti prima che la chiamata venga instradata verso la sua destinazione finale. Questi annunci forniscono informazioni importanti agli utenti o li guidano attraverso le opzioni disponibili nel sistema telefonico.

Gli annunci possono essere utilizzati per una varietà di scopi, tra cui:

  1. Annunci di benvenuto: Salutano gli utenti e forniscono loro informazioni di base sull’azienda o sul risponditore telefonico automatico.
  2. Annunci di inoltro temporaneo: Informano gli utenti che la loro chiamata è stata temporaneamente instradata altrove, ad esempio durante l’orario di chiusura o quando tutti gli operatori sono occupati.
  3. Annunci di indicazioni: Guidano gli utenti attraverso le opzioni disponibili nel sistema telefonico, ad esempio per selezionare un dipartimento specifico o per accedere a determinati servizi.
  4. Annunci di informazioni aggiuntive: Forniscono agli utenti informazioni aggiuntive o importanti, come gli orari di apertura dell’azienda o le istruzioni per raggiungere un dipartimento specifico.

Gli annunci possono essere preregistrati da operatori umani o generati tramite text-to-speech (TTS) utilizzando una voce sintetica. L’utilizzo degli annunci in un centralino VoIP contribuisce a migliorare l’esperienza dell’utente, fornendo informazioni chiare e utili durante il processo di instradamento delle chiamate.

Cosa sono le voicemails?

Le caselle vocali, conosciute anche come voicemail in inglese, sono una funzionalità dei sistemi telefonici che consente agli utenti di ricevere e memorizzare messaggi vocali quando non sono in grado di rispondere alle chiamate in arrivo. Quando una chiamata non viene risposta o viene inoltrata direttamente al risponditore telefonico automatico, il chiamante ha l’opportunità di lasciare un messaggio vocale per l’utente destinatario.

Una volta che un messaggio vocale viene registrato e memorizzato nella casella vocale, l’utente può consultare questi messaggi in diversi modi:

  1. Interfaccia Web: Molti sistemi telefonici VoIP offrono agli utenti l’accesso a un’interfaccia web dedicata, dove è possibile visualizzare e ascoltare i messaggi vocali archiviati nella casella vocale. Attraverso questa interfaccia, gli utenti possono anche gestire i loro messaggi, ad esempio eliminandoli o inoltrandoli ad altri utenti.
  2. Email: I messaggi vocali possono essere inviati automaticamente alla casella di posta elettronica dell’utente sotto forma di allegato audio. In questo modo, gli utenti possono ascoltare i loro messaggi vocali direttamente dalla loro casella di posta elettronica, consentendo un accesso comodo e flessibile ai messaggi anche da dispositivi diversi.

Le caselle vocali sono uno strumento utile per garantire che gli utenti non perdano importanti messaggi quando non sono disponibili per rispondere alle chiamate. La possibilità di consultare i messaggi vocali tramite interfaccia web o email offre un’ulteriore comodità e flessibilità agli utenti nel gestire la loro comunicazione telefonica.

Cosa cambia dalle code ai gruppi di chiamata?

Ecco la tabella modificata con l’aggiunta di grassetti e corsivi per evidenziare le differenze chiave:

CaratteristicaGruppi di chiamataCode
Distribuzione chiamateLe chiamate vengono inviate simultaneamente a tutti i membri del gruppo o seguendo un ordine prestabilito.Le chiamate vengono messe in attesa e distribuite ai membri disponibili basandosi su vari criteri come l’ordine di arrivo, le competenze, ecc.
Gestione della disponibilitàMeno flessibile. Se un membro è occupato, la chiamata può essere perso o inviato alla voicemail.Più flessibile. Le chiamate vengono gestite in base alla disponibilità dei membri, riducendo il rischio di perdere chiamate.
Funzionalità di attesaLimitate o assenti. Le chiamate non gestite vengono di solito reindirizzate o terminate.Avanzate. Include musica di attesa, messaggi personalizzati, annunci di posizione nella coda, ecc.
Gestione dei picchi di chiamateMeno efficace. I picchi di chiamate possono sovraccaricare rapidamente i membri del gruppo.Più efficace. Le code gestiscono meglio i picchi distribuendo equamente il carico di lavoro.
Monitoraggio e reportBasic. Offre statistiche limitate sulle chiamate gestite dai gruppi.Avanzato. Fornisce analisi dettagliate sul tempo di attesa, durata delle chiamate, prestazioni dei membri, ecc.
ScalabilitàLimitata. Aggiungere o modificare i membri richiede spesso interventi manuali.Elevata. Le code permettono una gestione dinamica e scalabile dei membri.
SpecializzazioneNon supportata. Tutti i membri del gruppo ricevono chiamate indistintamente.Supportata. Le chiamate possono essere indirizzate a membri specifici basandosi su competenze o aree di specializzazione.

Questo formato mette in evidenza le principali differenze e caratteristiche di Ring Groups e Queues, facilitando la comprensione delle loro funzionalità e vantaggi.

Ottimizzazione del centralino automatico e risponditore telefonico

Il lavoro compiuto dalle code di attesa e dal sistema di risposta automatica, inclusa la funzionalità del risponditore telefonico, nel gestire le chiamate in entrata attraverso il centralino automatico può essere monitorato in tempo reale. Questo consente di analizzare indicatori critici quali la saturazione del sistema, eventuali sovraccarichi e il livello di impegno degli operatori. La nostra azienda ha messo a punto una soluzione personalizzata che consente di esaminare le performance a livello individuale per ogni operatore e per ciascuna coda. Questa piattaforma avanzata facilita l’analisi statistica attraverso una varietà di parametri, inclusi il numero di chiamate ricevute, la percentuale di chiamanti che hanno abbandonato la coda prima di ricevere assistenza, e la durata media delle chiamate. Questo strumento è stato progettato per fornire insight dettagliati e migliorare l’efficienza del servizio clienti, garantendo una gestione ottimale delle risorse e una soddisfazione elevata dei chiamanti.

Conclusioni

In conclusione, l’implementazione di IVR (Interactive Voice Response) con code e ring groups trasforma significativamente l’efficacia del centralino con risponditore automatico nelle aziende. Questa tecnologia non solo migliora l’esperienza del cliente, rendendo la navigazione delle opzioni di contatto più intuitiva e diretta, ma ottimizza anche il carico di lavoro del personale, assicurando che le chiamate vengano gestite dalla persona o dal team più adatto. Per le imprese che cercano di elevare i loro standard di servizio clienti e di efficientare le operazioni interne, l’investimento in un sistema di centralino avanzato rappresenta una scelta strategica che può portare a benefici tangibili a lungo termine.

Incorporare queste tecnologie nel vostro approccio al servizio clienti non è solo una mossa verso la modernizzazione; è un passo cruciale verso la creazione di un ambiente più reattivo e attento alle esigenze dei vostri clienti. Il centralino telefonico con risponditore automatico, arricchito dalle funzionalità avanzate degli IVR, delle code di attesa e dei ring groups, si pone come una soluzione indispensabile per le aziende che aspirano a eccellere nel servizio clienti.

Ricordiamo, quindi, l’importanza di scegliere soluzioni che si adattino non solo alle esigenze attuali ma che siano anche scalabili per supportare la crescita futura. L’adozione di un centralino telefonico con risponditore automatico ben configurato e l’utilizzo strategico degli IVR possono davvero fare la differenza nel posizionare la vostra azienda come leader nel servizio clienti, migliorando al contempo l’efficienza operativa.

Ottimizzate la vostra strategia di servizio clienti integrando IVR, code, e ring groups nel vostro centralino telefonico con risponditore automatico per un impatto positivo duraturo sulla soddisfazione del cliente e sulla performance aziendale.

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Session description protocol: a cosa serve nel VoIP

Il Protocollo SDP (Session Description Protocol), come definito dalla IETF nella RFC 4566, svolge un ruolo cruciale nell’ambito delle comunicazioni multimediali, fungendo da elemento chiave all’interno di altri protocolli per stabilire i parametri necessari allo scambio di flussi audio e video.

Nel dettaglio delle comunicazioni VoIP (Voice over Internet Protocol), il protocollo SIP (Session Initiation Protocol) rappresenta solo uno degli elementi di un insieme di protocolli interconnessi indispensabili per la realizzazione di una chiamata. Durante una chiamata VoIP basata su SIP, è fondamentale tenere in considerazione almeno quattro protocolli che collaborano armoniosamente per garantire il successo dell’operazione:

  1. SIP (Session Initiation Protocol): responsabile dell’avvio, della modifica e della conclusione delle chiamate.
  2. SDP (Session Description Protocol): determina i parametri per lo scambio di contenuti multimediali, come flussi audio e video.
  3. RTP (Real-time Transport Protocol): gestisce il trasporto effettivo dei dati audio e video.

Il protocollo SIP, quindi, si avvale dell’SDP per definire i parametri essenziali per lo scambio di contenuti multimediali tra due o più dispositivi (endpoint), senza occuparsi direttamente del trasporto fisico dell’audio o del video. Invece, delega al SDP il compito di specificare i dettagli della connessione, quali l’indirizzo IP, la porta e i codec audio utilizzati, indispensabili per l’instaurazione di una comunicazione efficace tra gli endpoint coinvolti nella chiamata. Questo approccio integrato assicura che tutte le componenti necessarie per una chiamata VoIP siano coordinati in modo efficiente, garantendo un’esperienza utente fluida e di alta qualità.

Ruolo e Funzionalità del Protocollo SDP nell’ambito del SIP

Il Protocollo SDP (Session Description Protocol) riveste un ruolo cruciale nell’ambito del SIP (Session Initiation Protocol), fornendo le informazioni necessarie per stabilire e gestire comunicazioni multimediali. Incorporato all’interno dei messaggi SIP, come Invito (Invite), 183 (Risposta con Early Media) e 200 (Risposta OK), SDP si colloca nella sezione “body message”, delineando dettagli chiave per ciascuna delle parti coinvolte.

Principali informazioni scambiate attraverso SDP:

  1. Indirizzo IP e Porta: SDP specifica gli indirizzi IP e le porte su cui le parti intendono ricevere il flusso multimediale, consentendo una corretta connessione e trasmissione dei dati.
  2. Tipo di Media: Definisce il tipo di media atteso, comunemente audio in contesto SIP, stabilendo il formato e le caratteristiche della comunicazione.
  3. Protocollo di Scambio: Indica il protocollo utilizzato per lo scambio di informazioni tra le parti, con SDP che funge da standard predominante in ambito SIP.
  4. Codec Audio: Specifica il codec audio da utilizzare per la compressione e la trasmissione dei dati audio, garantendo una compatibilità e una qualità ottimale durante la comunicazione.

L’efficace utilizzo del Protocollo SDP in SIP consente una configurazione efficiente e una gestione ottimizzata delle sessioni multimediali, facilitando una comunicazione fluida e affidabile tra gli endpoint coinvolti.

Com’è composto un messaggio SDP

La struttura di una sessione SDP in breve:

Descrizione della sessione

  • v= (versione del protocollo)
  • o= (proprietario/creatore e identificativo di sessione)
  • s= (nome della sessione)
  • i= (informazioni sulla sessione)
  • u= (URI di descrizione)
  • e= (indirizzo email – dettagli di contatto)
  • p= (numero di telefono – recapiti)
  • c= (informazioni sulla connessione – non richieste se incluse nella descrizione del supporto)
  • b= (informazioni sulla larghezza di banda della sessione)
  • z= (regolazioni fuso orario)
  • k= (chiave di crittografia)
  • a= (zero o più righe di attributo di sessione)

Descrizione Temporale

  • t= (tempo in cui la sessione è attiva)
  • r= (cicli di ripetizioni)

Descrizione del Media

  • m= (nome del media/indirizzo di trasporto)
  • i= (titolo del media)
  • c= (informazioni sulla connessione – non richieste se incluse nella descrizione della sessione)
  • b= (informazioni sulla larghezza di banda)
  • k= (chiave di crittografia)
  • a= (zero o più righe di attributi multimediali)

Esempio di una sessione SDP:

Nell’ambito delle comunicazioni SIP (Session Initiation Protocol), il Protocollo SDP (Session Description Protocol) gioca un ruolo cruciale nel facilitare lo scambio di informazioni fondamentali per stabilire connessioni multimediali. Prendiamo ad esempio il seguente messaggio SDP:

v=0
o=- 20518 0 IN IP4 203.0.113.1
s=Session SDP Example
c=IN IP4 203.0.113.1
t=0 0
m=audio 49170 RTP/AVP 0
a=rtpmap:0 PCMU/8000

In questo esempio:

Ecco un esempio semplificato di un messaggio SDP:

v=0
o=- 20518 0 IN IP4 203.0.113.1
s=Session SDP Example
c=IN IP4 203.0.113.1
t=0 0
m=audio 49170 RTP/AVP 0
a=rtpmap:0 PCMU/8000

Spiegazione dell’esempio:

  • v=0: Versione del protocollo SDP.
  • o=- 20518 0 IN IP4 203.0.113.1: Origine della sessione, che include il nome utente (-), l’ID di sessione (20518), la versione (0), il tipo di rete (IN), il protocollo IP (IP4) e l’indirizzo IP (203.0.113.1).
  • s=Session SDP Example: Descrizione della sessione.
  • c=IN IP4 203.0.113.1: Connessione, specificando il tipo di rete e l’indirizzo IP.
  • t=0 0: Orario inizio e fine della sessione.
  • m=audio 49170 RTP/AVP 0: Media attribuita alla sessione, specificando il tipo di media (audio), la porta (49170), il protocollo di trasporto (RTP/AVP) e il formato del payload (0).
  • a=rtpmap:0 PCMU/8000: Attributi aggiuntivi per il media, come il mapping RTP (rtpmap) che associa il formato del payload (0) con il tipo di codec audio (PCMU) e la frequenza di campionamento (8000).

Questo messaggio fornisce una panoramica chiara dei dettagli essenziali per la comunicazione audio. Il campo “o” specifica l’origine della sessione, indicando l’ID della sessione e l’indirizzo IP associato. Il campo “m” identifica il tipo di media (audio) e la porta utilizzata per la trasmissione dei dati. Ulteriori attributi come “a=rtpmap” forniscono dettagli specifici sul formato del payload e il codec audio utilizzato.

Comprendere e ottimizzare l’utilizzo del Protocollo SDP è cruciale per garantire una comunicazione fluida e affidabile tramite SIP, consentendo la corretta configurazione dei flussi multimediali e l’interoperabilità tra dispositivi e applicazioni. Questo esempio di messaggio SDP evidenzia l’importanza di tali dettagli nel contesto delle comunicazioni digitali, sottolineando la necessità di una comprensione approfondita di questi protocolli per ottimizzare le prestazioni delle reti e migliorare l’esperienza utente.

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Centralino Asterisk: che cos’è e come funziona

TL;DR

Asterisk è un framework open source per le comunicazioni che trasforma un computer in un server per sistemi PBX, gateway VoIP e altro ancora. Con oltre un milione di sistemi in uso in più di 170 paesi, è ampiamente adottato da aziende di ogni dimensione. Grazie alle sue varie funzionalità, come segreteria telefonica e conferenze, e alle sue interfacce personalizzabili come AGI e AMI, Asterisk offre flessibilità e versatilità agli sviluppatori.

Che cos’è Asterisk?

Asterisk è un framework open source per la costruzione di applicazioni di comunicazione, trasformando un computer in un server che supporta sistemi IP PBX, gateway VoIP, server di conferenza e altre soluzioni personalizzate. Utilizzato da piccole e grandi imprese, call center, operatori e agenzie governative in tutto il mondo, è sponsorizzato da Sangoma.

Oggi, ci sono più di un milione di sistemi basati su Asterisk in uso, in oltre 170 paesi, adottato quasi interamente dalla lista Fortune 1000 di clienti. Spesso implementato da integratori di sistemi e sviluppatori, Asterisk può diventare la base per un completo sistema telefonico aziendale o essere utilizzato per migliorare o estendere un sistema esistente, colmando le lacune tra i sistemi.

Creato nel 1999 da Mark Spencer di Digium, che dal 2018 è stata una divisione di Sangoma Technologies Corporation, Asterisk è stato originariamente progettato per Linux ma può essere eseguito su una varietà di sistemi operativi, tra cui NetBSD, OpenBSD, FreeBSD, macOS e Solaris, e può essere installato anche su sistemi embedded basati su OpenWrt.

La CLI (Command Line Interface) di Asterisk

Quali sono le funzionalità di un centralino VoIP Asterisk?

Il software Asterisk offre molte funzioni presenti nei sistemi PBX commerciali: segreteria telefonica, conferenze, menu vocali e distribuzione automatica delle chiamate. Gli utenti possono estendere le funzionalità con script di pianificazione delle chiamate, moduli personalizzati o programmi Asterisk Gateway Interface (AGI).

Asterisk supporta vari protocolli VoIP come SIP, MGCP e H.323, e può fungere da gateway tra telefoni IP e la rete PSTN. È utilizzato per sostituire PBX proprietari, aggiungere funzionalità o ridurre i costi telefonici.

Il software supporta anche protocolli tradizionali come ISDN e SS7, e nella versione 14 è incluso il codec audio Opus.

Centralini telefonici VoIP basati su Asterisk

Ecco una revisione del testo con migliorie:

Asterisk rappresenta un elemento chiave in numerosi prodotti commerciali e progetti open source. Tra i prodotti commerciali, vi sono pacchetti hardware e software, i cui produttori supportano e rilasciano il software seguendo un modello di distribuzione open source.

Alcuni esempi includono:

  • AskoziaPBX, un fork del progetto m0n0wall, che sfrutta il software Asterisk PBX per gestire tutte le funzioni telefoniche.
  • AstLinux, una distribuzione software open source per “Appliance di Rete per le Comunicazioni”.
  • FreePBX, un’interfaccia grafica open source, che incorpora Asterisk come nucleo del suo FreePBX Distro.
  • LinuxMCE, che integra Asterisk per fornire servizi di telefonia; esiste anche una versione integrata di Asterisk per i router OpenWrt.
  • PBX in a Flash/Incredible PBX e trixbox, entrambi centralini telefonici software basati su Asterisk.
  • Elastix, precedentemente basato su Asterisk, HylaFAX, Openfire e Postfix per offrire funzionalità di centralino telefonico, fax, messaggistica istantanea e posta elettronica, rispettivamente, prima di passare a 3CX.
  • Issabel, un software di Comunicazioni Unificate open source che utilizza Asterisk per le funzioni telefoniche. Derivato dalle versioni open source di Elastix quando è stato acquisito da 3CX.
  • astTECS, che impiega Asterisk nei suoi gateway VoIP e mobili.

Oltre a questi, sono disponibili vari prodotti aggiuntivi, spesso a pagamento, che estendono le funzionalità e le capacità di Asterisk.

Ad esempio, le promozioni vocali standard incluse nel sistema sono gratuite. Un’azienda può acquistare annunci vocali personalizzati per integrarli nel sistema. Altri componenti aggiuntivi offrono supporto fax, text-to-speech, codec aggiuntivi e nuove funzionalità. Alcuni di questi componenti aggiuntivi, sviluppati da terze parti, sono gratuiti e supportano anche piattaforme embedded come il Raspberry Pi.

Asterisk AGI

L’Interfaccia Asterisk Gateway, abbreviata come AGI, è un’interfaccia per aggiungere funzionalità ad Asterisk con molti linguaggi di programmazione diversi. Perl, PHP, C, Pascal, Bourne Shell – la scelta è davvero tua. Crea l’opportunità di collegare il dialplan di Asterisk a un software esterno che desidera manipolare un canale specifico. Ciò fornisce una sincronizzazione tra le interfacce e le azioni su un canale da un blocco AGI. Questa opzione rende possibile eseguire compiti al di fuori dello scope di Asterisk senza alcuna difficoltà.

  • AGI può controllare il dialplan, chiamato in extensions.conf.
  • AGI asincrono, introdotto in Asterisk 1.6, consente la scripting asincrona AGI.
  • EAGI offre all’applicazione la possibilità di accedere e controllare il canale audio oltre all’interazione con il dialplan.
  • FastAGI può essere utilizzato per elaborare su una macchina remota tramite una connessione di rete.
  • DeadAGI offre l’accesso a un canale morto, dopo il termine della chiamata. È deprecato dall’Asterisk 1.6.

I canali di comunicazione come STDIN, STDOUT e STDERR vengono utilizzati nella comunicazione tra gli script AGI e Asterisk.

  • STDIN – input standard, utilizzato per comunicare dati all’interfaccia esterna.
  • STDOUT – output standard, utilizzato per comunicare dati a Asterisk.
  • STDERR – errore standard, canale di comunicazione per i messaggi di errore.

Asterisk AMI

L’Interfaccia Manager di Asterisk (AMI) permette a un programma client di connettersi a Asterisk e di emettere comandi o leggere eventi tramite TCP/IP. È utile per monitorare lo stato dei client di telefonia e dirigere azioni basate su regole personalizzate.

Il protocollo AMI utilizza un formato “chiave: valore” per la comunicazione. È caratterizzato da pacchetti di tipo Action, Response ed Event, trasmessi tra il client e Asterisk tramite linee terminate da CR/LF.

Prima di inviare comandi, è necessario stabilire una sessione manager e autenticarsi. I comandi possono essere inviati da entrambe le parti e includono operazioni come chiamate, monitoraggio e manipolazione dello stato delle code.

Conclusioni

In conclusione, Asterisk rappresenta un pilastro fondamentale sia nei prodotti commerciali che nei progetti open source nel campo delle comunicazioni. Con oltre un milione di sistemi in uso in oltre 170 paesi, Asterisk è ampiamente adottato da aziende di ogni dimensione.

Inoltre, con l’Interfaccia Gateway di Asterisk (AGI) e l’Interfaccia Manager di Asterisk (AMI), gli sviluppatori hanno la flessibilità di integrare nuove funzionalità e monitorare lo stato dei sistemi in modo personalizzato.

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